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Addio al Pra: pronto il decreto con il Documento unico di circolazione (costo 29 euro)

16565 16583 11/21/2017 8:44:46 AM

MEDIAZIONE OBBLIGATORIA

Mediazione preventiva

Oltre ai giudizi contro l’Agenzia delle Entrate, l’obbligo di mediazione preventiva viene esteso agli atti emessi dalle tutte le amministrazioni finanziarie. Dunque, prima di impugnare una cartella esattoriale emessa da Equitalia, un fermo auto o un’ipoteca non sarà possibile andare direttamente in tribunale ma bisognerà passare per una fase preliminare conciliativa, a patto che la controversia sia di valore non superiore a 20.000 euro. Questo significa che si deve prima notificare alla controparte l’atto di reclamo-mediazione allegando il ricorso che si intende depositare dal giudice poi, trascorsi 90 giorni e in caso di mancato accoglimento o mancata conclusione della mediazione, il contribuente può procedere per le vie legali.

15976 15976 11/20/2017 12:04:45 PM

MEDIAZIONE OBBLIGATORIA

Mediazione preventiva

Oltre ai giudizi contro l’Agenzia delle Entrate, l’obbligo di mediazione preventiva viene esteso agli atti emessi dalle tutte le amministrazioni finanziarie. Dunque, prima di impugnare una cartella esattoriale emessa da Equitalia, un fermo auto o un’ipoteca non sarà possibile andare direttamente in tribunale ma bisognerà passare per una fase preliminare conciliativa, a patto che la controversia sia di valore non superiore a 20.000 euro. Questo significa che si deve prima notificare alla controparte l’atto di reclamo-mediazione allegando il ricorso che si intende depositare dal giudice poi, trascorsi 90 giorni e in caso di mancato accoglimento o mancata conclusione della mediazione, il contribuente può procedere per le vie legali.

15890 15901 11/20/2017 12:00:08 PM

Avvocati requisiti per rimanere nell'Albo

Individuate le modalità di accertamento dell’esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione forense, le eccezioni consentite e le modalità per la reiscrizione del professionista cancellato dall’albo.

Lo schema di decreto sottoposto al Consiglio di Stato prevede che la professione forense è esercitata in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente quando l’avvocato:
a) è titolare di una partita IVA attiva individuale o di società o associazione professionale di cui il professionista faccia parte;
b) ha la disponibilità in uso di locali adibiti a studio professionale e di almeno un’utenza telefonica anche se non utilizzati in modo esclusivo ma in forma associata;
c) ha trattato almeno 5 affari per ciascun anno, intendendosi per “affare” non solo incarichi di natura giudiziale, ma anche stragiudiziale come consulenze e pareri anche se conferiti da altro avvocato;
d) è titolare di un indirizzo di PEC;
e) ha assolto l’obbligo di aggiornamento professionale;
f) ha stipulato una polizza assicurativa per responsabilità professionale.

Ai fini del mantenimento dell’iscrizione all’albo professionale i suddetti requisiti dovranno ricorrere congiuntamente e potranno essere tutti comprovati nelle forme di cui agli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000; cioè mediante dichiarazioni sostitutive di certificazioni. Sono fatti salvi i criteri automatici - da stabilirsi con decreto ministeriale - per l’individuazione, ai sensi dell’art. 71 del D.P.R. 445/00, delle dichiarazioni sostitutive da sottoporre a controllo a campione.

Lo schema di decreto assegna al Consiglio dell’ordine circondariale il compito di verificare, con cadenza triennale, che ciascuno degli avvocati iscritti all’albo eserciti la professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente. L’accertamento dei requisiti per il mantenimento dell’iscrizione deve riguardare anche gli avvocati stabiliti, di cui all’art. 6 del D.Lgs. n. 96 del 2001, mentre un’eccezione all’obbligo di verifica triennale è prevista per i giovani avvocati.

L'accertata mancanza dei requisiti comporta la cancellazione dall'albo. L'avvocato può dimostrare che uno o più dei requisiti previsti non sussiste per la presenza di giustificati motivi oggettivi o soggettivi. Il che consente di dare rilevanza sia ai casi di crisi economica diffusa sul territorio o attinenti al mercato rilevante per il professionista sottoposto ad accertamento sia a eventi che si riferiscono alla persona di quest’ultimo.

391 391 11/18/2017 12:09:51 PM

Avvocati requisiti per rimanere nell'Albo

o schema di decreto sottoposto al Consiglio di Stato prevede che la professione forense è esercitata in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente quando l’avvocato:
a) è titolare di una partita IVA attiva individuale o di società o associazione professionale di cui il professionista faccia parte;
b) ha la disponibilità in uso di locali adibiti a studio professionale e di almeno un’utenza telefonica anche se non utilizzati in modo esclusivo ma in forma associata;
c) ha trattato almeno 5 affari per ciascun anno, intendendosi per “affare” non solo incarichi di natura giudiziale, ma anche stragiudiziale come consulenze e pareri anche se conferiti da altro avvocato;
d) è titolare di un indirizzo di PEC;
e) ha assolto l’obbligo di aggiornamento professionale;
f) ha stipulato una polizza assicurativa per responsabilità professionale.

Ai fini del mantenimento dell’iscrizione all’albo professionale i suddetti requisiti dovranno ricorrere congiuntamente e potranno essere tutti comprovati nelle forme di cui agli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000; cioè mediante dichiarazioni sostitutive di certificazioni. Sono fatti salvi i criteri automatici - da stabilirsi con decreto ministeriale - per l’individuazione, ai sensi dell’art. 71 del D.P.R. 445/00, delle dichiarazioni sostitutive da sottoporre a controllo a campione.

Lo schema di decreto assegna al Consiglio dell’ordine circondariale il compito di verificare, con cadenza triennale, che ciascuno degli avvocati iscritti all’albo eserciti la professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente. L’accertamento dei requisiti per il mantenimento dell’iscrizione deve riguardare anche gli avvocati stabiliti, di cui all’art. 6 del D.Lgs. n. 96 del 2001, mentre un’eccezione all’obbligo di verifica triennale è prevista per i giovani avvocati.

L'accertata mancanza dei requisiti comporta la cancellazione dall'albo. L'avvocato può dimostrare che uno o più dei requisiti previsti non sussiste per la presenza di giustificati motivi oggettivi o soggettivi. Il che consente di dare rilevanza sia ai casi di crisi economica diffusa sul territorio o attinenti al mercato rilevante per il professionista sottoposto ad accertamento sia a eventi che si riferiscono alla persona di quest’ultimo.

15501 15531 11/20/2017 12:00:47 PM

Avvocati requisiti per rimanere nell'Albo

o schema di decreto sottoposto al Consiglio di Stato prevede che la professione forense è esercitata in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente quando l’avvocato:
a) è titolare di una partita IVA attiva individuale o di società o associazione professionale di cui il professionista faccia parte;
b) ha la disponibilità in uso di locali adibiti a studio professionale e di almeno un’utenza telefonica anche se non utilizzati in modo esclusivo ma in forma associata;
c) ha trattato almeno 5 affari per ciascun anno, intendendosi per “affare” non solo incarichi di natura giudiziale, ma anche stragiudiziale come consulenze e pareri anche se conferiti da altro avvocato;
d) è titolare di un indirizzo di PEC;
e) ha assolto l’obbligo di aggiornamento professionale;
f) ha stipulato una polizza assicurativa per responsabilità professionale.

Ai fini del mantenimento dell’iscrizione all’albo professionale i suddetti requisiti dovranno ricorrere congiuntamente e potranno essere tutti comprovati nelle forme di cui agli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000; cioè mediante dichiarazioni sostitutive di certificazioni. Sono fatti salvi i criteri automatici - da stabilirsi con decreto ministeriale - per l’individuazione, ai sensi dell’art. 71 del D.P.R. 445/00, delle dichiarazioni sostitutive da sottoporre a controllo a campione.

Lo schema di decreto assegna al Consiglio dell’ordine circondariale il compito di verificare, con cadenza triennale, che ciascuno degli avvocati iscritti all’albo eserciti la professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente. L’accertamento dei requisiti per il mantenimento dell’iscrizione deve riguardare anche gli avvocati stabiliti, di cui all’art. 6 del D.Lgs. n. 96 del 2001, mentre un’eccezione all’obbligo di verifica triennale è prevista per i giovani avvocati.

L'accertata mancanza dei requisiti comporta la cancellazione dall'albo. L'avvocato può dimostrare che uno o più dei requisiti previsti non sussiste per la presenza di giustificati motivi oggettivi o soggettivi. Il che consente di dare rilevanza sia ai casi di crisi economica diffusa sul territorio o attinenti al mercato rilevante per il professionista sottoposto ad accertamento sia a eventi che si riferiscono alla persona di quest’ultimo.

15807 15806 11/22/2017 4:06:16 PM

Prelievi ingiustificati

Rimane, invece, confermata, la presunzione di maggiori ricavi sui prelievi bancari non giustificati da parte di tutti i contribuenti titolari di reddito di impresa (compresi quelli che svolgono di fatto un lavoro autonomo ma che dichiarano reddito di impresa). La stessa Cassazione, infatti, con la sentenza 16948/2015 ha ribadito che per i titolari di reddito di impresa, negli accertamenti fondati sui versamenti e sui prelevamenti bancari non giustificati, a fronte della presunzione di imponibilità spetta al contribuente fornire la prova contraria. Eppure, alla luce delle motivazioni che hanno spinto i giudici della Consulta a dichiarare l’incostituzionalità della presunzione relativa sui prelevamenti da parte dei lavoratori autonomi, occorre interrogarsi sulla legittimità degli accertamenti fondati sui prelevamenti bancari nei confronti di contribuenti che, pur possedendo reddito d’impresa, beneficiano di regimi contabili semplificati.

15896 15946 11/22/2017 4:08:01 PM

SUPERAMMORTAMENTI

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